Gli inquilini della vagina…che ci proteggono!


Si, la vagina è abitata… e pure molto!

Non è un ambiente sterile ed è piena di batteri che hanno tanti nomi, qualcuno li chiama ancora Flora di Doderlain dal ginecologo che li ha scoperti, altri più genericamente flora vaginale e il termine più moderno è quello di microbioma vaginale perchè non include solo la flora ma tutto il contesto.

Il microbioma è l’insieme del patrimonio genetico e delle interazioni ambientali della totalità dei microrganismi di un ambiente definito. Un ambiente definito potrebbe essere un intero organismo (per esempio, un essere umano) o parti di esso (per esempio, l’intestino o la cute)[1]. da wikipedia

LA PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia) ha messo in evidenza come i vari microbiomi del corpo siano in equilibrio tra di loro (bocca, intestino, vagina, vescica -si la vescica non è sterile!-) e quando uno di questi si “sballa” gli altri lo seguono a braccetto. Per questo è importante curare i diversi microbiomi quando c’è una vaginosi o una disfunzione intestinale (influenza intestinale, colite, ecc).

Il microbioma vaginale è dato dalle interazioni che si creano tra la mucosa vaginale e il muco che secerne (con il glicogeno), le secrezioni del muco cervicale, i microorganismi  e i loro metaboliti (per esempio l’acido lattico).
Quando questi sono in buon equilibrio la vagina è in salute!

L’ambiente vaginale si modifica in base al livello ormonale degli estrogeni. Non cambiano solo la viscosità e il colore delle secrezioni ma promuovono la proliferazione dell’epitelio vaginale che porta a un aumento dell’esfoliazione delle cellule e la liberazione del glicogeno, che alimenta i lattobacilli. Quindi aumenta la secrezione di acido lattico che aiuta a proteggere la vagina dai patogeni.

E’ per questo motivo che le donne sono soggette a infezioni in determinati periodi del ciclo mestruale (solitamente appena passata l’ovulazione fino all’arrivo delle mestruazioni), nella pre adolescenza e in menopausa.

Durante le mestruazioni il microbioma cambia ulteriormente, oltre che per gli estrogeni anche per la presenza di sangue, e il pH vaginale va circa a 6, e si nota come i lattobacilli acidofili diminuiscano.

“L’equilibrio dell’ecosistema vaginale rappresenta il principale fattore di difesa contro le infezioni delle basse vie genitali ed urinarie”

Ci sono diversi studi che evidenziano come i lattobacilli producano sostanze che ci proteggono da batteri “cattivi”.

  • Inibiscono la crescita dei patogeni, perchè producono acido lattico che mantiene il pH vaginale intorno a 3,5-4, lo stesso acido lattico è battericida su alcuni ceppi di batteri patogeni ed essendo in numero maggiore finiscono prima i nutrienti e i patogeni non hanno molte fonti per nutrirsi.
  • Inibiscono l’adesione dei patogeni, sia perchè occupano più spazio ma anche per il biofilm che producono
  • Inibiscono la moltiplicazione dei patogeni perchè producono una speciale sostanza che riduce la loro moltiplicazione.

Inoltre un microbioma sano contribuisce alla lubrificazione vaginale. Una loro carenza può contribuire alla secchezza vaginale!

Diversi studi scientifici hanno individuato che la maggioranza dei lattobacilli sia del ceppo “acidofilo” (L. crispatus), il rhamnosus fa parte del ceppo “casei” mentre il plantarum del ceppo “plantarum” entrambi presenti in maniera molto meno consistente.
L’immagine qua sotto da una idea di come si modificano i batteri con una prima infezione  e infine in caso di recidiva.

Confronto tra un microbioma “sano” e in presenza di infezione micotica e batterica. I lattobacilli diminuiscono e diminuiscono anche le loro “secrezioni”, e questo porta spesso a una riduzione della normale lubrificazione vaginale e alla sensazione di secchezza vaginale.

Degli studi clinici hanno dimostrato come il trattamento di vaginosi batteriche o candidosi con i soli fermenti lattici ( soprattutto Lactobacillus acidophilus, ma ci sono anche alcuni studi con Lactobacillus rhamnosus, plantarum ed altri ) sia per via orale che vaginale favoriscano la corretta colonizzazione vaginale e prevengano successive recidive.

In caso di infezioni ricorrenti o la presenza di agenti esterni che possano far diminuire le difese immunologiche, come assunzione di antibiotici, operazioni chirurgiche con uso di anestesia, forte stress, è molto importante mantenere attiva la flora lattobacillare che da sola può difendere la vagina dalla colonizzazione di microorganismi patogeni. Diversi studi mostrano come una scarsa flora lattobacillare aumenti il rischio di incorrere in una vaginosi o in una malattia sessualmente trasmissibile.

Per non interferire con il pH vaginale si dovrebbe

  • prestare attenzione anche ai saponi intimi, quelli adatti hanno un pH acido (3,5-4 di pH) evitando quelli con clorexidina, oli essenziali ed altre sostanze troppo aggressive
  • E’ importante lavarsi durante la giornata, ma solo una volta al dì con il sapone, proprio per non interferire con la flora batterica.
  • Evitare le lavande vaginali possono danneggiare la flora vaginale, non andrebbero fatte a meno che non esplicitamente prescritte da un professionista in presenza di una infezione e dove la lavanda sia utile per la sua azione meccanica che mira a eliminare i patogeni.
  • se si assumono antibiotici (che possono influire sulla flora lattobacillare) una buona prevenzione è quella di integrare con probiotici sia per via orale che vaginale

 

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