Sul culo grosso e altre amenità


Ultimamente ci sono ovunque flame dove si parla di culo grosso o magro, rotoli in eccesso, shorts inadeguati, persone troppo magre o troppo grasse.

Chi mi segue, legge, vede le mie foto, sa che non sono una donna magra e che sicuramente non lo sarò mai. Intendo magra da taglia 40/42 per una altezza di ben 158 cm.

Fin da quando ho 10 anni ho sempre avuto problemi di sovrappeso unito a un discreto davanzale (anche quando mi sentivo normale) e avendo una linea a clessidra anche i fianchi non son da meno.

Il più delle volte quando mi incitavano a dimagrire non era per la salute ma “perchè poi sei più carina” oppure “se vuoi avere fidanzatini devi dimagrire, così chi ti piglia?”.

Ora magari non mi piacerò al 100%, mi piacerebbe un po’ meno trippa e non ritrovarmi gonfia appena sveglia, ma questo dipende da cosa mangio e da quanto muovo il culo. Ma se mi guardo allo specchio mi piaccio, per quello che sono dentro e per quello che porto fuori, che poco hanno a che vedere con cellulite, tette cadenti, rotoli vari e culo piatto.

Lo vedo quando cammino in mezzo alla gente. Se ho una andatura tutta ingobbita, senza sorridere, con la testa bassa tipo cane bastonato, nessuno mi guarda. Se invece cammino decisa, spalle aperte, a testa alta, non dico il 100% degli uomini ma una buona percentuale mi segue poi con lo sguardo. E non dipende se quel giorno sono più o meno gonfia perchè ho mangiato latticini che mi trasformano in una mongolfiera, ma dipende se quel giorno mi son svegliata col sorriso. Svegliarsi col sorriso porta anche a vestirsi per sentirsi bene con se stesse, il che non guasta.

Per anni ho avuto il complesso delle tette grosse e cadenti. A 14 anni già ci potevo fare le trecce, come dice sempre mia zia. Andavo a dormire con il reggiseno perchè non mi piacevano, volevo le tette sode delle pubblicità e mi sentivo anomala. Solo con i primi omini ho scoperto che per la maggior parte di loro la pendenza del seno non conta, e così ho ritrovato l’autostima per il mio seno.

Per anni il mio culo -che fa provincia- mi ha fatto schifo, e tutt’ora non mi piace molto ma ho imparato ad accettarlo. Uno dei miei fidanzati storici per di più mi diceva chiaramente “il tuo culo mi fa schifo” ed era come al solito uno di quei complimenti che in una “sana” relazione violenta non possono mancare. L’ho sempre tenuto nascosto, soprattutto a letto il che riduce molto gli incastri possibili.
Poi ho scoperto gli stimatori dei culi e ho compreso che tutto dipende dai gusti, ed è sempre meglio scegliere quelli a cui piaci tutta e tralasciare gli altri. Ma soprattutto che se mi piaccio io passerà questo messaggio ed è quello che conta. E diffidate da quelli a cui non piacciono i culi, di sicuro celano un lato oscuro.

La cosa triste è che ho fatto tutte queste scoperte tardi. E che mi son serviti degli intermediari per comprenderlo.
Ho scoperto che un seno prima di avere un significato erotico è una parte del corpo, così come il culo e la pancia. E che il valore glielo posso dare io. Tipo al mare in topless. Prima usavo sempre la scusa del “se le lascio libere chissà come prendo il sole” quando penso che mi vergognassi a mostrarmi o lo vedessi come una cosa porno. Ok che ora non lo faccio ovunque, una 8° (? non ne sono proprio sicura della taglia, ma giusto per dare una idea) in alcuni posti affollati potrebbe generare una schiera di guardoni perchè anche se io sto solo prendendo il sole, loro si fermano a guardare lo spettacolo e la nudità in Italia è ancora un tabù o una cosa sporca, quindi attira le api. Tipo i nordici che fanno le saune nudi e se entrano degli italiani si sentono quasi come a un orgia.

Per quelli che pensano che essere in sovrappeso sia un ostacolo per avere dei rapporti, beh, il mondo è pieno di persone che amano la morbidezza. In gergo le chiamano BBW e se per caso una scorresse nei siti di incontri noterebbe in quanti scrivono che cercano proprio donne in carne. Il punto non è essere magre o grasse, ma piacersi per come si è. E se questo avviene, non dico che ci sarà la fila di spasimanti col numerino (che poi è anche difficile da gestire, ne so qualcosa…) ma di sicuro le cose cambieranno!

Dimenticavo… la pubblicità è malefica, ma non è solo quella, i giudizi sulle forme del corpo hanno radici molto più lontane. Mi ricordo ancora le parole di Ovidio ne “L’arte di amare” dove dava suggerimenti alle donne. Cose del tipo se hai le tette penzoloni evita la posizione da amazzone e via dicendo.

Ah, e i parenti/amici poi si rendono conto del cambiamento e non fanno più battute del tipo “sei grassa e non troverai l’uomo della tua vita”. Poi si passa a “quando lo fai un figliolo? la materia prima non ti manca”. Questo per dire che avranno sempre qualcosa da dire, fottetevene e sentitevi belle.

ps: per la foto ho scelto un particolare, non ho tante foto mie intere, quelle che mi piacciono via via le pubblico in qualche post. Ma quelle che mi piacciono di più e che mi riprendono per intero sarebbero da censurare, quindi evito.

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