Fratture


Puoi fai ricerche online quanto ti pare, nessun articolo ti darà mai la risposta che cerchi, che ti calmerà il cuore, che abbasserà il dolore o che metterà una data di scadenza al tutto: “violenze psicologiche guarire ferite”.

Ci sono mille dolori diversi nel mondo. Non posso dire di aver avuto molti lutti per fortuna, mi è morta solo la nonna malefica che ogni tanto manca ma era una mancanza che c’era già prima quando era in vita perchè mi mancava la nonna che non poteva essere.

Non posso ora come ora dire di aver perso l’amore della mia vita, ho sempre scelto fidanzati che nel momento in cui li ho scelti dovevano svolgere una ben precisa funzione: farmi fare da crocerossina per uno o altro motivo. Quindi direi che erano innamoramenti un po’ vuoti, reali sul momento ma che poi l’abitudine si sovrapponeva e tutto diventava monotono, privo di sentimento struggente, per capirci.

Quello di cui ho sofferto nella mia vita è stata la solitudine, quello si. Il non saper dove sbattere la testa da piccoletta. Ma nel tempo passa, si impara a starci da soli, con se stessi. Magari la mancanza della mamma quando è troppo presto, ecco, quello può essere difficile da gestire, ma poi passa.

Ora mi chiedo se questo che sto provando passerà. Se un giorno mi sveglierò senza sentire dentro di me la sensazione di essere aperta in due, due pezzi che non riescono più a rimettersi insieme come se la colla non funzionasse o se i pezzi non coincidessero più. Come se ora l’unico modo per farli stare insieme sia un abbraccio stretto.

Che poi non è che il mondo fuori si ferma perchè tu ti senti spezzata in due. Continua ad andare, e magari ti senti felice, che sarebbe pure una contraddizione. Ma pensi comunque al futuro, ai progetti, a comprare cose per il lavoro a venire. E magari le nuove ciotoline che hai preso ti fanno immaginare come starebbero in quella sala super figa che hai visto, e ti immagini quei 4 neonati con le mamme e tutti a massaggiarsi e uno sprizzo di benessere ti coglie.

Ma resti spezzata dentro e lo sai. Lo senti. Ma senti anche che sei felice. Che poi pensi che magari se non ti sentissi così rotta magari forse quella felicità sarebbe ancora maggiore

E quando in un barlume di lucidità durante una crisi, pensi allo stronzo che ti ha ridotta così, prima gli auguri cagotto fulminante per almeno un mese di fila, e poi di restare solo per ben due motivi. Il primo è che così almeno non farà male a nessuna altra donna. A detta sua lui non ha fatto nulla, io ho inventato tutto, quindi anche se va dallo psicologo, ha forse qualcosa di questa cosa da raccontargli? mi sa che manco gli avrà accennato nulla…Quindi salviamo una donna da una frattura.  Il secondo è che una persona che ha fatto soffrire così tanto un altra, e non ci credo che non se n’è accorta, che l’ha fatto senza volere (perchè dopo nemmeno un mese una persona che si interessa di te conosce i tuoi gusti e quello che non ti piace e se hai un minimo di interesse eviterai di fargli le cose che sai che la fanno stare male e non il contrario, e non esiste stanchezza o sfuggita che regga la scusa) o so na sega su sughi come si dice a Livorno, una persona così non merita più di poter godere della gioia di stare con un’altra persona, ha sprecato ampiamente le sue chances e se il karma esiste dovrebbe proprio mettersi in atto e fare qualcosa

Vi lascio con una frase di un articolo che mi è piaciuta molto, la frase…

La sofferenza più grande sta nel rimanere immobili, come paralizzate, senza capire come mai si è portate a voler rimanere in una situazione che non può essere tollerata.

 

Kintsugi= riparazione d’oro.

Peccato che non significhi “abbraccio”, che io con l’oro di sicuro non mi voglio far re-incollare!. il Kintsugi è una tecnica giapponese con cui riparano le cose di ceramica rotte, mescolano metalli preziosi come oro, argento o platino a delle resine e poi mettono insieme i cocci. Questo perchè vogliono far passare l’idea che una cosa rotta si porta dietro la sua storia e ne esce più forte. Si viene a creare anche un nuovo oggetto unico e prezioso, unico perchè un coccio rotto non è mai uguale a un altro, quindi unico e irripetibile, e prezioso perchè riparato con un metallo prezioso.

ps: non so ora come ora quanto sarà poi bello sapere di avere una cicatrice dentro, che sia dorata, argentata o azzurra verdognola…. vale la pena tutto il dolore per dire “sono quello che sono grazie anche alle sofferenze che ho vissuto?” o se uno poteva evitarle era meglio?

5 thoughts on “Fratture”

  1. Le cicatrici restano, ma poi si impara ad amarle, a metterci la cremina e a coccolarsele, a voler loro bene.
    Può essere che si arrivi anche a ringraziarle (le cicatrici, non chi te le ha fatte) perché ti hanno permesso di diventare quel che sei.
    Ricorda che le cicatrici sono segni di cose finite, di dolori passati. Quando c’è la cicatrice il dolore non c’è più. Il meglio che puoi fare è usarle per evitare di farti (far) male di nuovo.
    Ti abbraccio stretta (ora virtualmente, poi martedì si vede che fare ;))

  2. Timidamente, mooolto timidamente,ma voglio anch’io contribuire a quell’abbraccio stretto che ti aiuterà a tener insieme i pezzi della frattura e se i pezzi non coincidono più sarà perché nel frattempo ‘qualcosa’ è cambiato, sì!
    Sottoscrivo una frase della saggia persona che ha commentato prima di me 😉 :”le cicatrici sono segni di cose finite, di dolori passati” e …mando un abbraccio a tutt’e due

  3. le cicatrici sono bellissime.
    io infatti ne ho una sul ginocchio sinistro di ben 10cm, li mortacci di quelli del cto di Firenze!
    a parte tutto, il ginocchio funziona – e questo è l’importante.

    vai vai, ché sei sulla strada giusta.

    un bacio virtuale
    :*

Rispondi