Germogli: come farli in casa


Perchè germogli? per tantissimi motivi. Il primo perchè sono vivi, poi sono ricchi di vitamine, sono croccanti, sono tutti diversi e sono una esperienza di gusto unica che vale la pena esplorare, e soprattutto perchè non è così difficile farseli in casa.

Tempo fa mi arriva una mail da un vecchio contatto che mi invita a partecipare a un incontro sui germogli…e coincidenza vuole che io già stavo valutando di lanciarmi proprio nello sperimentare la germogliazione di semini vari.
Valentina Saitta, colei che teneva l’incontro, mi ha passato l’idea che far germogliare a casa propria è una cosa estremamente facile ed economica. Mi ha dato vari suggerimenti su come procedere e barbatrucchi per creare dei germogliatori casalinghi. Inoltre anche lei è della mia stessa linea di pensiero: provare e sperimentare, trovare il proprio modo in base ai semi che si vogliono far gemogliare. Ogni seme, in base alla temperatura della stagione, di quella casa, dell’umidità, del posto che si sceglie, del germogliatore, si comporterà in un modo diverso, quindi non si possono usare regole precise valide per tutti.
Nel senso, le lenticchie in casa mia in inverno si comporteranno in modo diverso rispetto a come si comporteranno in estate, figuriamoci a casa mia che è secco rispetto a Rosignano che è straumido.
Ecco, quindi si deve provare e aggiustare il tiro e ricordare.
In teoria si può far gemogliare tutto quello che porta a una pianta, quindi dai semi vari come cereali, legumi e ortaggi, tipo pure l’aglio! Quest’ultimo e la cipolla, quando hanno il butto verde (si chiama così? insomma, ci siamo capiti comunque), sono molto più digeribili perchè hanno consumato un po’ di loro riserve proprio per far crescere quel gambetto verde.
Alcuni semi non germineranno mai, sia perchè necessitano di particolari condizioni come il farro o il riso che necessitano della loro cariosside (la buccina che poi quando è separata dal chicco si chiama crusca) per poter germinare, mentre altri semi in base a come vengono preservati, vengono trattati con anti-germinatori quindi non germinano.
Per comprendere come vi ponete con questa nuova arte, mi piace considerarla proprio una arte perchè ne viene fuori qualcosa di colorato, saporito, sempre sprizzante, potete prendere quello che avete in casa e sperimentare.
I semi vanno lasciati in ammollo per far si che l’acqua penetri il tegumento e arrivi a idratare la parte interna. Il tempo di ammollo non dipende da quando è grosso il chicco ma da quanto è spesso il cotiledone. Chicchi grossi ma con uno strato sottile necessiteranno di meno tempo e chicchi piccoli talvolta necessiteranno di molte più ore rispetto a chicchi più grossi. Il tempo di ammollo può andare da mezz’ora, ad esempio per i semi di lino, anche a 12 ore per altri semi. Le indicazioni che trovate in giro non sempre sono corrette, quindi come detto prima sperimentate! a volte vedete che il tegumento inizia ad aprirsi, ecco, significa che è passato il giusto tempo e potete scolare i vostri semi!
Il germogliatore casalingo più versatile con cui mi son trovata meglio è quello “a barattolo”.
Mi serve quindi:
– 1 barattolo da marmellata
– 1 quadrato di tulle ampio sufficientemente da coprire il barattolo
– 1 elastico 
Quindi prendo i semi, ne metto un po’ dentro il barattolo in modo da coprire il fondo, e poi tappo con il tulle e lo fisso con l’elastico in modo tale che il tulle resti ben teso. Quindi apro l’acqua e sciacquo i semi, quando ho sciacquato varie volte riempio il bicchiere e lascio in ammollo il tempo necessario per quei semi che voglio far germogliare. 
Passate le giuste ore, scolo i semi, sciacquo di nuovo e capovolgo. Se avete posto nello scolapiatti possono tranquillamente aspettare là, altrimenti potete appoggiarli in qualsiasi posto. Una cosa che piace ai germogli è che non ci sia molta luce, a loro anzi, non interessa proprio la luce!
Se lo stesso giorno metterete diversi semi a germogliare noterete come i tempi di germogliazione saranno diversi e osservarli mentre crescono è una cosa che a me affascina sempre.
In base a quanto è umido o secco, i germogli vanno sciacquati due volte al giorno, o più se fa troppo caldo, e rimessi a riposare. 
Prima radicina spunta…
Ma quand’è che son pronti? Ecco, molti se lo chiedono. Come per il cibo che cuocio e di cui voglio essere sicura, io assaggio. Intanto devono avere un gambino lungo intorno ai 2-3 cm, ma vedrete che non tutti hanno le stesse lunghezze, quindi l’assaggio aiuta a capire quando sono effettivamente pronti. Da un giorno all’altro si sente come il sapore del chicco cambi, da più crudo e amidoso a più zuccherino, piccante, crunch…insomma, un esperimento per le papille gustative pure quello!

Considerazioni
– E’ auspicabile usare dei semi di cui si è certi della provenienza e che non siano stati trattati con schifezze perchè manco la cottura si fanno i germogli
– Se li cuociamo tutte le vitamine vanno a varsi friggere, quindi è meglio mangiarli crudi. Si possono mettere sopra le pietanze cotte, dentro le insalate, come guarnizione ai piatti, nei frullati…insomma, più fantasia avete meglio è!
– I germogli sono una esplosione di vitamine e sali minerali, sono vivi, e potrebbero causare un po’ di agitazione intestinale a chi non ci è abituato quindi magari non son da mangiare fin da subito tutti i giorni ma provare a vedere come uno ci si trova. Soprattutto per la soia che è ricca di calcio, quest’ultimo tende ad aumentare il metabolismo quindi anche un po’ il transito intestinale.
Insomma, provate e testate come vi trovate, anche per capire se vi causano un po’ di meterorismo e valutare un po’ le tempistiche se ad esempio volete passare il fine settimana amoreggiando!
– di alcuni è possibile allontanare il tegumento, ovvero la buccina, se questo vi da fastidio, quindi via libera a meno disturbi intestinali!!
– I semi si possono usare quelli che mangiamo abitualmente in casa ma non è detto che germoglino in buone quantità, ad esempio il mais che avevo per fare il popcorn non è quasi germogliato e molto probabilmente è un caro ogm o un ibrido figlio della monsanto nato per non figliare. Quindi alcuni semi è meglio prenderli direttamente da chi li vende proprio per farli germogliare e mangiarli così a crudino.
– Se non li mangiate appena son pronti li potete mettere in frigo, ma non è che si blocca completamente la crescita, rallenta e basta, quindi valutate anche la quantità di semi da mettere in produzione, sarebbe un peccato sprecarne.
– Ci sono tanti altri modi per inventarsi dei germogliatori a casa, vedrò di provarli e fotografare… vaschette della verdura, sacchetti di tulle o quelli delle patate/cipolle/limoni o iuta o cotone, sottovasi di terracotta…

 Germogli di Amaranto con frullato

 Kamut
 Soia verde

Lenticchia gigante

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