La coppetta mestruale


Fino a poco tempo fa, ma forse tutt’ora, questo oggetto viene più comunemente conosciuto con il nome di “Mooncup” facendo quindi una pubblicità enorme alla suddetta marca. Peccato che ora in commercio ci siano più di 25 marche che ormai ho perso il conto, personalmente ho tipo 18 marche di varie misure, morbidezze e colori e circa 30 coppette diverse. La coppetta mestruale può essere scelta perchè è economica, ecologica, comoda e sana. Per qualsiasi motivo si scelga gli altri punti ne trarranno giovamento. Ma cos’è una coppetta mestruale? Che differenza c’è con un assorbente o un assorbente interno?

La coppetta mestruale è un piccolo contenitore che viene inserito in vagina e la sua funzione è quella di raccogliere il sangue durante le mestruazioni. Non assorbe, solo raccoglie. Cosa rende diverse tutte ste coppette in commercio?
Materiale, forma, morbidezza, colori, prezzo, origine, gambini, sacchettini…. Il materiale con cui può essere fatta è principalmente il silicone medico (quasi tutte le marche), mentre poi abbiamo il TPE (elastomero termoplastico, una plastica cugina del cauciù molto econica e non tanto elastica) che viene usato dalla Meluna e il lattice che viene usato dalla Keeper (praticamente la prima marca che ebbe successo con la vendita della coppetta mestruale dopo vari fallimenti a partire dalla fine del secolo 1800). Le coppette anche se fatte di silicone o TPE possono presentarsi con varie morbidezze e questa può influire molto sulla comodità della coppetta e sulle possibili perdite.
La morbidezza si sceglie in base alla tonicità del proprio pavimento pelvico. Più il pavimento pelvico è tonico e attivo più la coppetta deve essere tonica per poter offrire una resistenza al pavimento pelvico che si contrae e schiaccia (in parole povere). Ad esempio una donna che fa sport necessiterà di una coppetta rigida che regga la tensione mentre lei fa gli addominali.
Una mamma di 2 bambini nati naturalmente avrà un pavimento pelvico molto accogliente, questo perchè le fibre muscolari del perineo hanno memoria e si sono modificate, spostate e quindi hanno un assetto diverso da quello di una donna che non ha avuto modificazioni, per lei sarà più comoda una coppetta che riesca invece ad adattarsi meglio ai suoi tessuti, quindi una coppetta morbida.

Ecco varie coppette con taglie diverse, la gialla è la Meluna s, poi c’è Lunette 1, poi Rubycup, Fleurcup L e Yuuki L

La taglia può essere scelta in base al canale vaginale che può modificarsi dopo un parto o essere normalmente accogliente o in base al flusso. Anche se tra la taglia piccola e la taglia grande ci sono solo 5 mm di differenza questi possono essere molto fastidiosi per molte donne e far si che la coppetta sia sentita come un peso ingombrante, qualcosa che c’è, che va tolto. Per quelle donne ci vorrà una coppetta con un diametro più piccolo.
Riguardo al flusso le coppette poi hanno un volume che può andare da circa 10-12 ml a circa 30-32 per le coppette più capienti. Normalmente il sangue perso con una mestruazione va dai 25 agli 80 ml, anche se ci sono delle donne che hanno perdite maggiori ma non sono comuni. Per le donne con perdite normali una coppetta di taglia piccola può essere usata tranquillamente e svuotata anche dopo 4/6 ore, giusto per fare un esempio di uso.
Per comprendere ogni quanto svuotarle l’unico modo è provare la coppetta e vedere ad esempio dopo le prime 3/4 ore quanto si è riempita magari usando un salvaslip per evitare di macchiare gli slip.
Una cosa a cui ci hanno abituato gli assorbenti usa e getta è che loro si riempono subito quindi pensiamo che abbiamo tanto flusso, è solo una trovata economica per far si che ne compriamo tanti. Poche gocce di sangue si espandono e occupano molto spazio e si pensa che siano pieni e che abbiamo quindi un flusso molto abbondante. Con la coppetta le donne vedono effettivamente che il loro flusso si ridimensiona, e spesso dura anche meno giorni perchè a raccogliere direttamente il sangue in vagina si accorciano i tempi (la vagina è un canale chiuso, schiacciato e le ultime perdite scendono lentamente e quindi ci mettono più giorni, se invece vengono raccolte dalla coppetta che tiene aperto il canale vaginale queste perdite vengono raccolte subito).
Nelle confezioni delle coppette spesso si trova scritto che dopo i 30 anni si debba comprare la taglia grande… a meno che non ci sia stato un parto di mezzo o grandi modificazioni muscolari del proprio pavimento pelvico una taglia L credo che potrebbe risultare scomoda per una buona parte delle donne. Come anche se la donna dopo il parto non sente di essere cambiata molto può sempre provare una taglia piccola. Le modificazioni del pavimento pelvico dopo un parto sono lente e si completano dopo 6-7 mesi, quindi se la donna prova la coppetta dopo 3 mesi potrebbe non essere la stessa cosa che provarla dopo 8 mesi dal parto.
Il costo di una coppetta va dai 10 ai 35 euro, alcune coppette anche 50 ma sono oltreoceano. Il prezzo delle coppette dipende molto dal business, da quanto spendono in marketing, nei siti e nel farsi pubblicità e dai piccoli particolari come le piccole rifiniture che si vedono ad occhio ma non pregiudicano la qualità del silicone o la funzionalità della coppetta. Più costi ci sono per pubblicizzarsi più ricariche ci saranno sulla coppetta.
Considerando che dura almeno 5 anni e anche fino ai 10, è un risparmio davvero notevole e la sua spesa si recupera nel giro di pochi mesi sul non comprare più gli assorbenti usa e getta, anche di più per chi paga a litri la spazzatura come residuo secco.
Purtroppo sono veramente pochi i negozi dove trovarla e quindi è più facile acquistarla online nei rivenditori italiani o direttamente nei negozi che la producono. Molto utile prima dell’acquisto è poter vedere le coppette e toccarle con mano, che siano quelle delle amiche o quelle di una ostetrica che le ha per gli incontri informativi. Magari prima o poi uno dei miei incontri capiterà nella vostra città e potrete vedere tutta la mia collezione!
Le coppette possono venire accompagnate da sacchettini, alcune marche hanno sacchetti più belli di altre e spesso le più “maniache” comprano coppette su coppette per avere anche scorte di bei sacchettini. La cosa che serve è un contenitore che tenga la coppetta al pulito una volta che è stata sterilizzata fino a che non la si riuserà di nuovo.
La coppetta per essere inserita va sterilizzata prima del suo primo utilizzo e tra una mestruazione e l’altra. Per sterilizzarla si può bollire per 5 minuti o in un pentolino o in un contenitore adatto al microonde per 5 minuti alla massima potenza. Si possono anche usare sostanze chimiche come l’ipoclorito di sodio (amuchina o candeggina) o altri disinfettanti che vengono venduti nei negozi delle coppette. Può essere sterilizzata appena finite le mestruazioni, qualche giorno prima che inizi il flusso o appena iniziato. Se la si sterilizza alla fine delle mestruazioni basterà che resti in un sacchettino o contenitore pulito, e lavato di tanto in tanto.
Una cosa importante da ricordarsi sempre è che prima di inserire o svuotare la coppetta ci si deve sempre lavare bene le mani, che siamo a casa o fuori, questo evita possibili infezioni, vale però anche per quando si va a fare una normale pipì o cambiare un assorbente. Quando la si usa durante una mestruazione tra uno svuotamento e l’altro è sufficiente svuotarla e sciacquarla con l’acqua.
Per inserirla la si deve piegare perchè tutta aperta non entrerebbe facilmente. Ci sono varie piegature che si vedono in giro, le più usate sono quella a “C”, la “push down” e a angolo retto come la chiamo io. Poi se ne vedono tantissime nei vari video su youtube. Non con tutte le coppette si riesce a fare tutte le piegature e soprattutto serve una piegatura che sia comoda da tenere con una mano e poi da inserire in vagina, quindi poco voluminosa, e che dopo in base alla morbidezza della coppetta e della tensione del perineo riesca ad aprirsi. Ad esempio alcune coppette morbide richiedono una piegatura a “S” che però è un po’ volumiosa.

 piegatura a “C” o a “U” con una Ladycup S

 Piegatura Push Down – Spingi in basso con una Lunette 2
 piegatura a “triangolo” con una Fleurcup taglia piccola
piegatura a “Tulipano” o a “Origami” con una Mamicup M

 piegatura a “S” con una Si-bell taglia L

Si piega la coppetta e con la mano sinistra (o quella con cui non si scrive) ci si aiuta ad aprire le piccole labbra per facilitare l’inserimento, la coppetta va inserita e diretta verso il canale vaginale che è perpendicolare, quando siamo sedute, al pavimento. Prima di fare questo se volete essere più sicure potete andare a conoscere la vagina e capire in che direzione inserire la coppetta.

Per controllare che la coppetta sia ben inserita e aperta basta inserire un dito in vagina e seguire il contorno della base della coppetta, se si percepisce la cupola bene bombata la coppetta si è aperta bene, se non la si sente la si deve stiracchiare un po’ o riposizionare.

 una Meluna XL inserita nella Peppa

Altra cosa, se la si percepisce (se si sente, se si prova fastidio) vuol dire che non è posizionata bene. Le prime volte il gambo può dare fastidio e può essere necessario accorciarlo e talvolta tagliarlo del tutto.
E a cosa serve? Chiederete… Serve per individuare la coppetta e mai per toglierla!!
La coppetta funziona perchè aderisce bene alle pareti vaginali e crea il vuoto a mo di ventosa, grazie a questo vuoto e alla perfetta adesione con le pareti vaginali non ci sono perdite e la donna può stare a testa in giù o semplicemente sdraiata o nuotare che non ci saranno perdite o entrate d’acqua. Quindi non deve stare per forza a contatto con il collo dell’utero (chiamato anche cervice) ma deve aderire alle pareti vaginali, basterà che sia inserita in modo tale che non sia troppo alta né troppo bassa e questo lo scoprirete soltanto provandola e se vi darà fastidio vedrete che spostandola anche solo di mezzo centimetro cambierà molto la sensazione provata.
Dal momento che si è creato il vuoto tra la coppetta e la parte superiore della vagina per toglierla però non si dovrà tirare perchè si proverà solo dolore e si rischierà di rompere i capillari. Si deve afferrare la base e con movimenti a zig-zag si sposta il bordo della coppetta dalla parete vaginale affinchè l’aria entri dai forellini che son presenti sul bordo, una volta che è entrata l’aria la coppetta si sposterà facilmente e potrà essere tolta, facendo attenzione all’uscita della vagina che le prime volte può dare fastidio.

 la coppetta va presa alla base e schiacciata

Per fare queste operazioni “di recupero” le donne mettono in azione i muscoli del perineo con grandi vantaggi per la loro vita di coppia e prevenzione futura. Quindi la coppetta viene svuotata, sciacquata e poi resinserita. Quando si è fuori casa si fa nello stesso modo! Ci si lava le mani (al massimo si usa il gel disinfettante), si toglie la coppetta, si svuota e si sciacqua. Se non c’è un lavandino ci sono più opzioni: usare una bottiglietta d’acqua, usare una salvietta umida che abbia un buon INCI, usare un fazzoletto di carta, reinserirla senza sciacquarla (tanto la vagina non è sporca e se abbiamo lavato bene le mani nemmeno loro lo sono).
Finchè non userete una coppetta penserete che è una cosa molto splatter, sangue ovunque quando si toglie o si svuota. Non sono stata mai tanto pulita da quando uso la coppetta, l’odore (la puzza per meglio dire) di fegato cotto è sparito, non ho più macchie né di giorno né di notte, non sporco più nulla e quando la svuoto sul bidet è tutto pulito (ovviamente non la tolgo con mossa da spadaccino, quello si che sarebbe splatter).
Molti pensano che la coppetta possa portare infezioni. C’è uno studio sulla softcup che mostra come l’uso per 3 mestruazioni non abbia portato un aumento di infezioni. La coppetta mestruale essendo fatta con un materiale che non va a assorbire o rilasciare sostanze, come succede per assorbenti interni (assorbendo seccano la mucosa vaginale, rilasciano piccole particelle di cotone e gli agenti chimici degli sbiancanti ottici) o assorbenti esterni (che essendo sintetici non fanno respirare la vagina e la vulva e le sostanze chimiche per aumentare l’assorbenza e gli sbiancanti ottici aumentano le irritazioni e le infezioni), non altera il pH vaginale e la flora batterica autoctona, non va a depositare sostanze estranee, e non ostacola o assorbe il muco vaginale che crea un film dove la flora di Doderlein cresce e protegge la vagina.
Se la coppetta viene curata e sterilizzata come da indicazioni e le mani vengono lavate quando la si inserisce non ci sono rischi di infezioni per la donna.
Se la donna avesse in corso d’uso della coppetta una candida la normale bollitura non sarebbe sufficiente per la sterilizzazione e si dovrebbe fare un bagno in ipoclorito di sodio per uccidere le spore della candida (per la candeggina circa un cucchiaino da te in una tazza di acqua immersa per mezz’ora), quindi lavarla bene e bollirla. In caso di infezione batterica è sufficiente una bollitura prolungata di mezz’ora.
Una domanda che spesso le donne fanno è “Si perde?”. La vagina ha una lunghezza che va dai 5 ai 7/9 cm circa e in fondo c’è la cervice, quindi più di là non va. Alcune coppette più lisce delle altre però possono essere talvolta difficili da recuperare perchè magari salgono un po’ e poi hanno la base liscia e sguscia, si deve quindi andare a recuperarle con le mani pulitissime e bagnate (strano a dirsi ma le mani bagnate aumentano l’aderenza sul silicone) e attivando moltissimo i muscoli del pavimento pelvico per avvicinarla all’esterno.
Ci sono alcune donne che per vari motivi hanno un pavimento pelvico molto rilassato e possono perderla con uno starnuto anche se scelgono una taglia grande, a queste donne si suggerisce di fare ginnastica per il perineo che oltre ad aiutarle a non perdere la coppetta le aiuterà anche per l’incontinenza da sforzo.
Capita che ci possano essere delle perdite di sangue, questo avviene quando la coppetta non è stata scelta bene. Può essere una taglia troppo piccola, troppo rigida per una donna che ha partorito o troppo morbida per una donna che fa sport, oppure se la donna soffre di stitichezza (o ha gas accumulati per vari motivi), le feci o il gas possono aumentare la tensione nella pelvi e le pareti vaginali non avrebbero una buona aderenza sulla coppetta con successive perdite.
Tanto altro ancora ci sarebbe da dire sulla coppetta, tante cose si scoprono provandola e sperimentando.
Presto altri articoli dove cercherò di parlare di ogni aspetto più approfonditamente e di ogni coppetta che ho!
Tanti dubbi li potrete togliere visitando i due gruppi su facebook e ilforum
 La coppetta mestruale, un gruppo aperto 
Donne con la coppetta, un gruppo chiuso
La coppetta mestruale, il forum

11 thoughts on “La coppetta mestruale”

  1. Vuoi troppe cose subito!!
    tra le più morbide ci sono la sibell/natù, meluna soft e mamicup, tra le più dure ci sono la lunette, meluna classica e yuuki. Poi farò un post apposta sulle morbidezze

    1. Aspetto il tuo test con ansia! 🙂 non farò il mio primo acquisto se non dopo aver letto la tua recensione 😀 Grazie per i tuoi consigli! Mela

  2. Grazie!
    Articolo utilissimo, come al solito! 😉
    Io usavo la coppetta Naturalmamma che ho completamente “gambizzato” perchè mi dava fastidio il gambo.
    Purtroppo temo di averla, involontariamente, buttata via, perchè non l’ho più trovata! Sigh!! :((
    Adesso sto cercando una valida alternativa! 😉

  3. Bellissimo post…e la dimostrazione sul plastico della vagina! Wow 🙂

    Anche io sto entrando in questo nuovo mondo 😉

    Passa se vuoi dare un’occhiata!
    :]
    Giò

  4. Salve! Ho letto tanti blog e siti e devo dire che questo post è tra i più esplicativi e precisi che ho trovato. Complimenti e complimenti per il blog!

    Dato che sei un ostetrica e di queste cose sai il fatto tuo, ti espongo una mia paura: non ho avuto troppi problemi ad inserirla o estrarla ( anche se non è stato facilissimo), il problema grande che ho avuto è stato un dolore lungo le pareti interne e delle fitte pazzesche alle ovaie durante e anche dopo averla tolta. Credi che possa essere solo una coincidenza o può avermi dato veramente fastidio? Questa cosa mi ha messo molto timore.
    Ti ringrazio anticipatamente!
    A.

  5. Ciao, vorrei chiederti se come ostetrica qualche paziente ti ha riferito di dolori alla pancia e cefalea con nausea. Ieri ho provato per la prima volta la coppetta, ero entusiasta ma sono stata così male… era il secondo giorno, per me il più abbondante in perdite, e dopo meno di un’ora ho dovuta toglierla per i disturbi che ti ho descritto (tra l’altro, era già mezza piena!), che tra avevo anche in passato con gli tamponi interni. Stamane ho riprovato ma per la paura ho avuto addirittura un giramento di testa. So che c’è una componente psicologica, perché purtroppo da bambina ho subito pesanti abusi sessuali, ma magari i dolori dipendono dall’averla posizionata, che so, troppo in fondo? Per me la questione riveste una certa importanza, non voglio lasciarmi vincere dalle mie paure. Ti ringrazio se potrai illuminarmi con la tua esperienza.

    1. Salve Marzia, si è già capitato ad altre donne, in pratica la coppetta va a comprimere il nervo vago o una sua diramazione e questo porta tali sintomi. Puoi provare con una coppetta più morbida che non vada a comprimere tale punto

  6. Io ho provato una mooncup e una ladycup, una più piccola e una più grande, ma non mi sono mai sentita sicura perché mi è capitato di avere perdite ingenti, con entrambe. Non ho mai partorito e ho provato a inserirla con più metodi, a rosa, a C etc., ma nada. Possibile che sia la forma? Su questo ci sono dritte?

  7. Salve, la mia prima coppetta è stata una mamicup taglia L. Vorrei sostituirla con una più morbida. Nella scala delle morbidezze quale viene subito dopo?
    Grazie in anticipo

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