Ma tu come ti siedi sulla tazza?


Fin da bambini impariamo che per farla bene ci si deve sedere sulla tazza, o WC.
Con l’arrivo dei nuovi gabinetti “comodi” nessuno ha pensato che il come ti siedi sulla tazza possa avere sequele come emorroidi, stitichezza o disturbi poi al pavimento pelvico, e solo ultimamente è riemersa questa questione.

Spesso di fronte a una turca (bagno con il buco a terra) uno si trova a sentirsi più a disagio, scomodo, abituato alla comodità dello stare tranquillamente seduto.

Ma cosa notiamo se osserviamo un bambino che liberamente fa la cacca su un pratino? o quando siamo in aperta campagna e non abbiamo un bagno, giusto qualche sasso per coprire il misfatto? Si, ci accovacciamo! e non solo perchè ci sporcheremo, ma perchè è proprio più comodo. Fateci caso, magari iniziate mezzi accovacciati per finire quasi del tutto con il sedere più vicino a terra.

Il bagno -o latrina- “turca” ovvero quel buco per terra, ha origini proprio antiche, già in città romane c’erano bagni pubblici fatti appunto di buchi e gli omini erano coperti dalle toghe durante la defecazione. La turca è stato il gabinetto per eccellenza di tutti, poi tra il 1700 e 1800 è stato inventavo il water, una sedia per fare i bisognini. Per i primi tempi era dedicato alla nobiltà e ai disabili. Solo più avanti è stato condiviso con il resto del popolo, per rendere tutti più rispettabili. Dimenticando perchè era stata scelta la forma e la posizione della “turca”.

Ecco alcuni modelli di gabinetti che usano la posizione dell’accovacciarsi

bagno giapponese
bagno alla turca
bagni romani (loro usavano…ahahah)

Vediamo perchè usare la posizione accovacciata aiuterebbe il perineo durante l’evaquazione!

Intanto, la posizione del bacino cambia in base all’angolo del femore. Stessa cosa vale anche per i neonati portati in fascia: la posizione a ranocchio fa si che il femore sia nella giusta inclinazione per ridurre il rischio della displasia dell’anca come anche mantiene il sacro in una angolazione che “non raddrizza la schiena” ma la mantiene curva come dovrebbe stare per la giusta età del neonato.

Anche con gli adulti si può vedere come la posizione vada a “muovere” il bacino facendolo ruotare. Dipende molto sia dall’angolazione delle gambe che da come decidiamo “incurvare” la colonna vertebrale.

Questa immagine ci mostra più o meno i vari muscoli che sono coinvolti e il come interagiscono con la colonna e le gambe.

Il pavimento pelvico o perineo, è un complesso insieme di muscoli che sono connessi tra di loro e con le varie parti del bacino, e connessi ad altri muscoli che poi vanno al di fuori del bacino.
Altro particolare, il bacino osseo non è un unico pezzo di osso rigido, ma è formato da 4 pezzi: il sacro e il coccige che è mobile (sarebbe la codina), e i due pezzi laterali che assomigliano a delle ale (che a dire il vero questa ala è composta da 3 ossa fuse) che sono connesse dalla sinfisi pubica. Quindi queste ossa oltre a muoversi nei confronti della colonna e delle ossa delle gambe (i femori) si muovono tra di loro.

Avendo attaccati tutto intorno dei muscoli in vari punti, ogni volta che c’è un movimento di qualsiasi tipo, questi muscoli ne sono influenzati.

Spesso la posizione che assumiamo per facilitare l’operazione è quella di spingerci in avanti e lasciare le gambe appese o appoggiate a terra. E si va ad aumentare in questo caso la pressione addominale e quindi anche pelvica, e se le spinte non sono ben equilibrate, sinergiche, si rischia di aumentare disturbi legati a la stitichezza, dissinergie, e il rischio di emorroidi. Infatti per questa problematica suggeriscono proprio la posizione accovacciata, o squat position.

L’iperlordosi porta a uno “stiramento” dei muscoli del perineo, sono più tesi e contratti. L’iperlordosi, ovvero l’accentuarsi della curva della schiena appena sopra le natiche, la si può evitare appunto con la posizione squat e innarcando nel giusto modo la schiena. Nella immagine della donnina sopra si vede bene la differenza.

Questa immagine mostra alcuni dei muscoli del pavimento pelvico, non tutti. Quello più grosso è l’elevatore dell’ano e abbraccia la vagina e il retto. E’ questo il muscolo che cambia tensione in base alla posizione del bacino e delle gambe. Più sarà teso più il retto sarà meno libero, quindi defecare sarà più difficile.


Nella posizione ‘accovacciata’ si riducono anche le tensioni addominali. Avvicinando le ginocchia al petto ci sono mento tensioni a livello dei muscoli addominali che degli psoas (tengono la colonna connessa con le gambe).

Quindi appoggiando le gambe su dei “rialzini” si arriverà ad avere una posizione quasi accovacciata e a defecare con l’elevatore dell’ano più rilassato e più collaborante. Per farlo si possono usare panchetti di vario tipo, altri sanitari vicini alla tazza (c’è chi ha di fronte la vasca e usa quella per appoggiare i piedi), comprare sofisticati aggeggi a forma di ferro di cavallo proprio per poter assumere la corretta posizione.

Io ho trovato molto conforto con il panchetto dell’ikea, quello per bambini. Lo stesso effetto lo si può ottenere con qualsiasi cosa che crei un rialzo e permetta di stare in una posizione comoda.
Per chi avesse bisogno di una altezza maggiore c’è anche il panchetto ikea più alto. Sono soluzioni economiche che poi possono anche essere usate per altro in casa e casomai dissimulare il loro uso in bagno in caso di ospiti. Anche se trasmettere questa informazione con tutti i conoscente sarebbe una cosa utile anche a loro!

4 thoughts on “Ma tu come ti siedi sulla tazza?”

    1. lo sai che oggi lo volevo inserire in calce al post? me lo ha fatto conoscere mia sorella! l’unicorno che caga gelati arcobaleno col glitter è un must!! ahahah

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