Poliacrilato di sodio…


Solo dopo che son entrata nel mondo dei lavabili, assorbenti e pannolini, ho scoperto cosa effettivamente c’è dentro gli usa e getta per aumentare l’assorbenza.
Il poliacrilato di sodio!

E che è?

E’ un polimero di un sale che assorbe fino a 200/300 volte l’acqua, ad esempio 10 gr assorbono 200 ml di acqua. Viene usato in vari ambiti, ad esempio come emulsionante perchè assorbe anche i grassi e permette di miscelarli con la parte acquosa (per la cosmesi), ci fanno la neve finta e quei preparati per le piante visto che nel tempo può rilasciare lentamente l’acqua.
Soprattutto lo usano per pannolini e assorbenti usa e getta per aumentare l’assorbenza della cellulosa o addirittura in qualche assorbente è presente solo il poliacrilato e tessuto non tessuto (più la parte impermeabile di plastica).
L’irritazione da pannolino o assorbente è imputata a questa sostanza che appunto avendo questa capacità di assorbire tanta acqua porta la pelle a seccarsi (il poliacrilato assorbe l’acqua dalla pelle), quindi perdere idratazione e irritarsi.
Ovviamente non è l’unica sostanza cui imputare irritazioni, ma contribuisce parecchio.
Era presente anche negli assorbenti interni, tamponi, ed è stato eliminato quando c’è stato il boom dei casi di shock tossici negli anni ’80 quando la SST aveva colpito molte donne con le mestruazioni e che usavano tamponi. Il poliacrilato è stato correlato con la sindrome da shock tossico.

Un assorbente da donna la cui parte assorbente è composta unicamente da poliacrilato di sodio

Alcune delle schede di sicurezza del poliacrilato di sodio indicano che la polvere irrita le mucose delle vie respiratorie se inalato, inoltre potrebbe causare bruciori, pelle secca, prurito e altri disturbi. E’ irritante per gli occhi.
Ha comunque ricevuto l’approvazione dalla FDA come GRAS, sostanze potenzialmente sicure.
Si porta dietro anche un rischio di contaminazione con alcune sostanze che possono essere tossiche.
Il Biodizionario gli da doppio bollino rosso!

La cosa però più triste è stata scoprire che la stessa sostanza viene usata anche per la cosmesi erotica.
Mi dispiace parlarne male ma credo che anche quando ci si diverte sotto le lenzuola ci voglia un po’ di salute e questo prodotto non è proprio la cosa più salutare che ci possa essere.
Praticamente è una specie di sale da bagno, si versa il contenuto di un primo sacchetto nell’acqua e questa diventa gel profumato, quando si vuole togliere l’effetto del gel si aggiunge un altro composto che scioglie il gel. Gli ingredienti li ho trovati qua.
Pacchetto 1: poliacrilato di sodio, silicato di calcio, estratto di Aloe Vera, Pantenolo, Allantoina, Profumo.
Pacchetto 2: cloruro di sodio, solfato di magnesio.

E’ vero che potrebbe non seccare tutta la pelle se è stato bagnato con sufficiente acqua… ma io ci penserei due volte prima di infilarmi in una vasca piena di poliacrilato di sodio!

10 thoughts on “Poliacrilato di sodio…”

  1. leggo solo ora…. il componente tanto bistrattato è meno dannoso dell’urina prodotta dal bambino stesso. è ovvio che come tutte le cose va utilizzato nei dovuti modi.
    Anche il sale e lo zucchero sono dannosi per l’organismo e per l’ambiente se non lo utilizziamo come e lo conserviamo con i dovuti modi ma non per questo è stato messo al bando anzi li troviamo in misure diverse ovunque….. come al solito si urla per nulla

  2. Ciao Anonimo, il poliacrilato di sodio è un buon prodotto in base a cosa lo si debba usare, la quantità che ne mettono comunque nei pannolini è molta e questo porta alla pelle del neonato o della donna (per gli assorbenti usa e getta) a far aumentare le irritazioni per secchezza della pelle

  3. Non facciamo ti tutta l’erba un fascio. Vi sono alcune marche blasonate che ne mettono troppo e insieme ad altri componenti chimici di tipo petrolati e parabeni per garantire una tenuta perfetta a discapito della salute del bambino. Vi sono altre marche meno blasonate e meno costose ma non per questo meno efficaci, che usano solo cellulosa e alcuni grammi di Poliacrilato di sodio per aiutare la cellulosa stessa a trattenere il liquido. il 90% di bambini trattati con questi pannolini hanno smesso di avere problemi cutanei, se non alcuni casi sporadici di irritazioni dovuti all’urina particolarmente acida (durante la dentizione capita) o perché vengono cambiati troppo di rado (più per pigrizia che per altro), perché il pannolino non è ben calzato o della misura non corretta o fallato (può succedere raramente)… Alcuni asili hanno adottato il lavabile perché è più “ecologico”… Può darsi che lo sia in uso domestico, ma a conti fatti e analizzando i metodi di manutenzione per garantirne l’igiene avrei dei seri dubbi a riguardo, ma è solo una mia modesta opinione… Per farla breve la maggior parte degli asili che hanno adottato il lavabile sono dovuti ritornare sull’usa e getta per ovviare problemi di aumento esponenziale di casi di irritazioni da urina e da candida dovuti a un cattivo rapporto di cambio giornaliero che il lavabile impone e in alcuni casi di mancato rispetto delle norme igieniche sia da parte di chi lava sia da parte di chi li tiene in deposito. Non per questo dico che il lavabile è un pessimo prodotto, perché se usato nei dovuti modi può risultare una valida “alternativa coadiuvante” all’usa e getta se si ha il tempo e pazienza per gestirlo nei dovuti modi…..parlo per esperienza di anni nel campo e non per sentito dire ed è per questo che preferisco rimanere anonimo…. Come in tutte le cose vi sono i pro e i contro e occorre valutare le due cose con obiettività, come sempre andrebbe fatto, tenendo in considerazione le circostanze di impiego ognuno per la propria disponibilità senza creare inutile terrorismo o demagogismo disinformativo.. Salute a tutti

  4. Scusa se sono logorroico e prolisso ma alcune superficialità ad arte mi indispongono… Di polveri super assorbenti vi sono tre tipi: uno di tipo minerale, uno di tipo acrilico e uno di tipo sintetico. Il poliacrilato di sodio è un prodotto acrilico derivante, detta molto breve, dai sotto prodotti del carbonio e si presenta sempre incolore e inodore. Se l’assorbente contiene un gel di colore azzurrognolo verdastro come quello da te “ad arte” esposto in foto, non si sta parlando di poliacrilato di sodio
    ma di un prodotto sintetico derivate dai sotto prodotto del petrolio, meno costoso del primo ma di gran lunga più dannoso… e adesso giuro che non parlo più….

  5. Anonimo, è cosa gradita quando si parla di determinate cose presentarsi e dire chi si è, soprattutto se si vuole criticare il pannolino lavabile. Ovviamente ci sono più marche e modi diversi di fare pannolini, purtroppo non si possono sapere i componenti di tutti perchè non c’è legge che lo imponga e le ditte non li fanno sapere. Più volte ho chiesto alle ditte di avere un elenco dei composti dei pannolini e degli assorbenti ma sto ancora qua aspettando la risposta.
    Ci sono asili che riescono a usare i lavabili, li usano bene nel rispetto dell’igiene e si trovano meglio che con gli usa e getta, hanno meno rifiuti e meno spese di gestione (dal comprarli al lavarli a 90°C). Hanno rilevato un enorme risparmio economico senza impazzire nella loro gestione.
    Non sempre è facile usare un lavabile se non si hanno le corrette informazioni e questo è quello che può portare una persona a smettere di usarli, ma non per questo si deve fare di tutta un erba un fascio.
    Ho come l’impressione che lei Anonimo non li abbia mai provati.
    Che sia poliacrilato o gel derivato dal petrolio, unito alle varie materie plastiche e ai componenti chimici, un assorbente o un pannolino risultano -per chi più o meno- assai scomodi, irritanti e per avere altre risposte provi a guardare i culi dei bambini o a chiedere a una donna che usa un usa e getta.
    Fortunatamente ci sono in mercato ora dei prodotti che hanno meno schifezze plastiche/chimiche e creano meno danni, questo dimostrato anche da vari studi.
    Se ancora non si vuole presentare mi dispiace, ma non credo che i suoi commenti saranno presi molto sul serio dagli altri lettori se non ci mette la sua faccia

  6. Quando la paranoia e la monofissazione prendono il sopravvento è difficile sostenere una tesi; le Sue sono solo affermazioni di parte,che non corrispondono ai dati di fatto nè a quelli reali,Lei ha preso un pò qua e un pò là tutte le dichiarazioni che demonizzano il poliacrilato senza alcuna obittività,come può Lei pretendere di essere ascoltata e seguita? Ogni giorno e da anni sono usati miliardi di pannolini usa e getta..e non ci sono stae morie o epidemiche dermatiti essiccanti se non a qualche individuo ipersensibile (su milioni capita)..il difendere i pannolini lavabili poi, rende chiaro che sia Lei a non averli usati in comunità,sia infantili che per anziani..si immagini solo il costo della mano d’opera necessaria,il lezzo che si spande ovunque,gli stenditoi necessari e il relativo spazio,il detersivo e la corrente elettrica necessari..è una soluzione di nicchia che è illusorio tentare di spacciare come soluzione totale..sono millenni che l’uomo anzi le donne hanno avuto a che fare con pannolini di pezza e non ne erano proprio entusiaste..il problema dello smaltimento del poliacrilato di sodio non sta tanto nella sua composizione ( bella la sua citazione “derivato dal petrolio”..fa sempre effetto sul pubblico,daà un senso di nero sporco bitumoso..invece anche la paraffina per prodotti surgelati,i concimi chimici sono derivati dal petrolio), ma nell errata maniera di smaltirlo..per quanto non si decomponga mai, è una sostanza usata in tutti i campi economici,dall’edilizia,cosmesi,medicina,serre ecc. e il problema sta nel riciclarlo correttamente..Quindi La invito col mio nome e cognome in chiaro a dare le Sue informazioni in modo oggettivo e corretto

    1. [il difendere i pannolini lavabili poi, rende chiaro che sia Lei a non averli usati in comunità,sia infantili che per anziani..si immagini solo il costo della mano d’opera necessaria,il lezzo che si spande ovunque,gli stenditoi necessari e il relativo spazio,il detersivo e la corrente elettrica necessari..è una soluzione di nicchia che è illusorio tentare di spacciare come soluzione totale..sono millenni che l’uomo anzi le donne hanno avuto a che fare con pannolini di pezza e non ne erano proprio entusiaste]

      Riprendo un pezzo del suo commento.
      Personalmente uso sia la coppetta mestruale che gli assorbenti di stoffa lavabili. Rispetto alle “pezze” usate un tempo gli attuali assorbenti (e pannolini per bambini) sono molto migliori, si usano tessuti assorbenti e hanno un designe confortevole. Su questo aspetto mi sembra che lei sia carente sia di informazioni che di esperienza. Ho avuto il piacere di poter intervistare un asilo nido che usava i pannolini lavabili, quindi non si parla di un uso domestico ma di un uso per un bel po’ di bambini (era una catena di asili in provincia di Trento). L’uso dei pannolini lavabili non ha destabilizzato, non si trovavano nel “lezzo”, non avevano spese aumentate per l’uso della corrente e dei detersivi. Sono fatte state ricerche sull’uso della corrente e detersivo (ne serve 1/3 di quantità rispetto a quello che normalmente si usa per una lavatrice normale) e assieme al costo dei pannolini che servono a coprire le esigenze di un bambino, si è visto che il costo è inferiore a quello che si avrebbe con l’uso di pannolini usa e getta, in più se ci fossero più bambini il costo sarebbe ancora di più ammortizzato.
      Diversamente è l’uso di un pannolino per un anziano. Sicuramente l’anziano si troverebbe più a suo agio con un pannolino in tessuto, ma è più arduo da pulire rispetto a uno di un neonato. Le feci e le urine di un neonato sono più facilmente affrontabili, sia come volume che come odori.
      Se qualche azienda ospedaliera privata inizierà a usarli però non mi sorprenderò. Un ospedale dove ho lavorato usava le traverse del letto lavabili (quelle che hanno uno strato impermeabile per intenderci e di solito sono usate usa e getta) per ridurre i costi sia di acquisto che di smaltimento.
      Comunque, prima di denigrare completamente l’uso di prodotti lavabili, mi chiedo se non si possa informare meglio, chiedere agli asili che li usano o alle famiglie, così da comprendere che non è una cosa lezza, laboriosa, datata…
      Lei accusa me di superficialità, credo che farlo perchè carente di informazioni su come possa essere effettivamente l’uso di un pannolino o di un assorbente lavabile, sia pretenzioso. La invito a chiedere alle donne che incontra come si trovano con gli assorbenti usa e getta, a chiedere a quelle che usano coppetta o assorbenti lavabili come si trovano, a chiedere alle mamme che usano pannolini lavabili come si trovano. Credo che scoprirebbe un mondo completamente nuovo

  7. Non mi sembra di aver detto che l’uso di un pannolino o di un assorbente crei la morte. La invito comunque ad indossare un pannolino per 24 di fila per 18/36 mesi di seguito e vedere come la sua pelle potrebbe reagire. Già a usare assorbenti durante le mestruazioni (dai 4 ai 7 giorni) le donne risentono. Ho visto varie irritazioni da pannolino e da assorbenti. Mi chiedo se ha scritto a tutti gli altri siti che parlano del poliacrilato di sodio usato per i pannolini e assorbenti a rivedere le proprie opinioni. Credo che il punto di vista su come vengono usati molti prodotti chimici per fare gli assorbenti venissero rivisti se ad avere le mestruazioni fossero gli uomini adulti. Un assorbente usa e getta con un uso di 3-4 ore può aprirsi e il suo contenuto entra in contatto con le mucose, e mi creda non è una cosa per nulla piacevole, come anche il prurito che ne viene a stare in contatto con l’assorbente.
    Se leggesse più dei miei articoli noterebbe che tendo a un uso consapevole dei prodotti per la cura del corpo, e reputo la paraffina usata nei cosmetici un prodotto non sano, e oh mio Dio, non sono l’unica a pensarlo.
    Riguardo al “derivato del petrolio” non mi son riferita al poliacrilato, ma ad altri componenti che ahimè non si saprà mai dalle ditte che cosa sono o da dove derivano. Posso non avere una laurea in chimica, ma posso riportarle la mia esperienza come donna, come ostetrica che segue culi e vulve scoriate a causa dei pannolini e assorbenti. Non sono la prima a lamentarsene e non sarò l’unica.
    Sullo smaltimento mi riferisco casomai a tutto il pannolino e assorbente, non essendo tutti completamente biodegradabili e i vari strati non potendoli dividere, non possono finire nel cestino dell’umido. Pensi che in alcuni comuni italiani ci sono degli incentivi per quelle famiglie che usano i pannolini lavabili, preferiscono fare degli sconti sulle bollette a queste famiglie che ritrovarsi a dover in qualche modo occuparsi di un bel po’ di pannolini (molti comuni della provincia di trento applicano vari sconti, lo posso dire per certo visto che ci abitavo, in particolare il comune di Levico Terme applicava uno sconto di 60 euro annuali per chi usava i pannolini lavabili).
    La inviterei a provare i pannolini da adulti e a usarli per vari giorni, ovviamente non potrà cambiarli subito appena si sarà liberato, che non sempre un neonato che urina viene cambiato subito, il pannolino resta asciutto e viene lasciato spesso per più ore rispetto a quelle indicate, viene cambiato più facilmente se defeca visto che le feci hanno un odore sgradevole. Provi e con l’esperienza dell’uso mi chiedo se non rivedrebbe le sue idee sul confort di un pannolino usa e getta, sulle tante irritazioni che causano e sul loro costo.

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